Depuratore sequestrato, dopo gli arresti via agli interrogatori: Orasi si difende


Depuratore sequestrato, dopo gli arresti via agli interrogatori: Orasi si difende
Data: 15 Maggio 2022

Inchiesta sul depuratore di Ceccano, dopo gli arresti via agli interrogatori. Mercoledì, i carabinieri forestali del Nipaaf hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico del romano Roberto Orasi, 51 anni, ex responsabile dell’area tecnica di AeA la società che gestisce il depuratore Asi di Colle San Paolo, a sua volta sequestrata come l’impianto. Ai domiciliari è, invece, finito Amedeo Rota, 51, di Pofi, ex responsabile degli impianti gestiti da AeA. Il primo a essere interrogato è stato Orasi, difeso dagli avvocati Domenico Marzi e Sandro Salera, che si è difeso professando la sua estraneità alle contestazioni della direzione distrettuale antimafia di Roma. Gli avvocati hanno rilevato l’assenza dei presupposti per l’adozione della misura e ne hanno chiesto la revoca.

La difesa ha fatto leva sulla circostanza che Orasi è stato licenziato ed ha impugnato il licenziamento. Lunedì, invece, è previsto l’interrogatorio di garanzia per Rota, assistito dall’avvocato Giorgio Igliozzi. Il Nipaaf ipotizza due reati, il traffico illecito di rifiuti per la gestione di ingenti quantità di fanghi di depurazione in mancanza di adeguato trattamento. Per l’accusa i fanghi finivano direttamente in discarica, in Toscana, abbattendo così i costi di smaltimento, essendo trattati come rifiuti non pericolosi, quando ad avviso dei forestali andavano trattati da pericolosi. L’altra contestazione è di inquinamento ambientale per il superamento dei limiti tabellari dello scarico del depuratore Asi e per la presenza di scarichi anomali.
Secondo la Dda, sarebbero stati immessi nel Sacco «scarichi contenenti sostanze inquinanti, così determinando un deterioramento significativo».

L’inchiesta ha riguardato anche la Navarra spa, in qualità di società alla quale AeA aveva appaltato il servizio di raccolta, trasporto, recupero e smaltimento dei fanghi. La società sostiene che per Rosettano Navarra, socio e fondatore della società Navarra, il gip «ha evidenziato la chiara diversità della sua posizione rispetto a quella di altri indagati. Lo stesso, unitamente ai rappresentanti del gruppo Navarra, è indagato per il presunto traffico illecito di rifiuti connesso alla ritenuta errata classificazione dei fanghi prodotti e smaltiti dal depuratore di Ceccano. Il produttore del rifiuto, ovvero solamente la società AeA, secondo legge, provvede autonomamente alla classificazione e caratterizzazione del rifiuto dalla stessa prodotto».

La Navarra afferma che «tutte le analisi effettuate da AeA hanno sempre confermato la natura “non pericolosa” dei fanghi prodotti che come tali sono stati smaltiti presso le società del gruppo Navarra, sino ad ottobre 2021». Per la Navarra «qualora i fanghi fossero stati classificati dal produttore (AeA) come “pericolosi”, le società del gruppo avrebbero avuto invece ingentissimi vantaggi economici, in virtù del prezzo di smaltimento notevolmente più alto per i “pericolosi”.
È di tutta evidenza quindi il paradosso di aver guadagnato meno e per tale motivo risultare indagati.
Riguardo all’esiguo quantitativo di rifiuti trasferiti nell’impianto di smaltimento Ecofor di Pontedera si precisa che anche in questo caso gli stessi sono stati classificati “non pericolosi” da AeA».

Fonte: https://www.ciociariaoggi.it/news/cronaca/216975/depuratore-sequestrato-dopo-gli-arresti-via-agli-interrogatori-orasi-si-difende